EDUCAZIONE AL PAESAGGIO: DALLA CONOSCENZA E CONSAPEVOLEZZA ALLA CREATIVITA'
SEMINARIO DAL TEMA:
IL PAESAGGIO AGRARIO, SINTESI DI UOMO E NATURA
TARANTO, 15 NOVEMBRE 2011
ITALIA NOSTRA
SEZIONE DI TARANTO
RELAZIONE

Dalla Carta del Paesaggio Mediterraneo si possono dedurre diverse linee guida per un corretto utilizzo del suolo e delle risorse storico ambientali del territorio.

Innanzi tutto la prima osservazione riguarda la necessità assoluta di preservare il territorio dall' ulteriore consumo di suolo e, di conseguenza, tutelare il territorio agricolo ed il sistema di parchi e giardini attraverso la creazione di una rete del verde, cercando di superare le barriere infrastrutturali.
Il sistema delle acque risulta molto soffocato dalla trama edificatoria, gli spazi destinati al verde tendono sempre più a scomparire, viene sempre più alterato il sistema ambiente – paesaggio.
Sono queste le riflessioni approfondite e discusse nel corso del seminario tenuto a Taranto il 15 novembre 2011 presso la Biblioteca Comunale Pietro Acclavio, introdotto dall'Arch. Giuseppe Todaro, Presidente Italia Nostra sezione di Taranto, dalla Dott.ssa Enza Rodio, Presidente Regionale Italia Nostra Puglia, dalla Dott.ssa Maria Rosaria Iacono, Responsabile Nazionale Italia Nostra Educazione al Patrimonio, Dott. Tommaso Galiani, Referente Regionale Italia Nostra Educazione al Patrimonio, nel corso del quale, attraverso immagini digitali ed esposizioni dottrinali, si è messa in evidenza l'importanza fondamentale e “costituzionale” del nostro paesaggio agrario.
Nel corso del dibattito, moderato dall'Avv. Paolo Marinò del Foro di Taranto, sono intervenuti l'Assessore Provinciale Conserva sulle “Leggi per il Parco delle Gravine”; il Presidente delle 100 masserie di Crispiano Dott. Prota, sulla “Green road, organizzazione del territorio rurale”; il Prof. Domenico Viti (Docente di Diritto Agrario dell'Università di Foggia) sul “Diritto Agrario”;      l’ Arch. Giacinto Giglio, della sezione di Italia Nostra di Ostuni, il quale è intervenuto sulla Legge Regionale degli Ulivi; il Dott. Domenico Blasi, Direttore editoriale “Umanesimo della pietra” il quale si è occupato del “Paesaggio agrario della Murgia dei Trulli: valorizzazione e conservazione”; il Dott. Giuseppe Sportelli il quale ha relazionato sul progetto di Ferdinando Caruncho “Amastuola, vigneto a onde”.
Il seminario si è concluso con una interessante rappresentazione di quella che è una “buona prassi del paesaggio – Cave Fantiano di Grottaglie” a cura dello studio d'Elia – Donati e delle “gravine, flora e fauna” curato dall'Entomologo Dott. Valentino Valentini
L’Italia sta vivendo una contraddizione stridente. Continua a registrarsi un forte consumo di suolo libero (e quindi di paesaggio). Segno evidente che la frenetica attività edilizia che si è andata dispiegando negli ultimi anni riguarda costruzioni destinate quasi unicamente al mercato, per lo più alla speculazione, sovente nelle zone turistiche costiere e montane, con una risalita, ora, dal mare verso l’interno, cioè verso zone di grande pregio e bellezza come ad esempio, le valli toscane, marchigiane, umbre e joniche.
Le cifre sul consumo di suolo libero in Italia sono infatti le più drammatiche che il Belpaese abbia mai allineato in materia di aggressione al paesaggio e alla straordinaria bellezza italiana. Sono le più drammatiche di tutta Europa, senza confronto. Con i ritmi più recenti si può prevedere che in capo a pochi decenni, intere regioni saranno in pratica un deserto di asfalto e cemento. Continuando in questo modo, l’erosione del nostro patrimonio immenso e irriproducibile (se non a costi enormi) è sin da ora garantita. Un’autentica pazzia che peserà inesorabilmente sui nostri figli, nipoti e pronipoti, in termini di imbruttimento, di involgarimento, di peggioramento dell’ambiente della vita, individuale e collettiva, di dissipazione di un patrimonio nazionale che per secoli è stato ammirato per la sua attrattiva turistico-culturale da noi posseduta.
Questo consumo di paesaggio – a base di cemento, asfalto e cave – è un problema serio e delicato che non può essere trascurato e lasciato irrisolto.
Esiste un rimedio? Prendendo coscienza di questa folle corsa all’autodistruzione del Belpaese, si potrebbero auspicare  leggi severe per il consumo di suolo, agevolando grandemente il restauro e il recupero dell’edilizia già esistente, redigendo, e soprattutto applicando, piani paesaggistici dettagliati e prescrittivi.
Diversamente, coi ritmi e coi meccanismi perversi attuali, nel giro di mezzo secolo, avremo coperto tutta l’Italia di cemento e di asfalto.

Non possiamo rassegnarci alla follia ed alla speculazione. Dobbiamo cercare di rimpossessarci del nostro paesaggio e della nostra storia.

Arch. Giuseppe Todaro
Presidente Italia Nostra
Sezione Taranto