BREVI RIFLESSIONI E SPUNTI DI APPROFONDIMENTO

Questo inizio del 2011, ci propone diversi spunti di riflessione sulle politiche di governo del nostro territorio. Il convegno organizzato il 31 gennaio da SEL (Sinistra Ecologia e Libertą), sull’isola di San Paolo; l’approvazione della variante urbanistica del quartiere Salinella; l’installazione di nuovi parchi fotovoltaici inseriti nel piano industriale di riconversione della Miroglio. E ancora, Il dramma dell’inquinamento ambientale del territorio limitrofo all’area industriale con i problemi di contaminazione di tutto l’ecosistema, nonostante i “gesti rassicuranti del primo cittadino”.

Ad ascoltare le dichiarazioni della classe dirigente e degli amministratori, sembra quasi che l’unico problema sia l’economia e la ricaduta di ogni operazione in termini di denaro sul territorio. Tutto ciė provoca una visione ristretta e a breve termine della gestione territoriale. Il futuro viene negato. Altra caratteristica Ź che le proposte progettuali vengono tutte presentate sotto la bandiera del “sentire condiviso” e della “partecipazione”. In realtą percorsi democratici non ce ne sono molti. La democrazia non Ź solo discutere con gli addetti ai lavori. La sensibilitą della maggior parte della gente oggi Ź quella di non avere piĚ un territorio sfruttato dal cemento e dal turismo di massa. I nostri territori sono eccessivamente antropomorfizzati. Si rammenta che l’Italia Ź uno dei Paesi al mondo con una percentuale altissima di urbanizzazione del territorio e negli ultimi anni si Ź avuto un incremento.

In pratica anche le proposte che hanno uno spessore notevole culturale diventano alla fine merce di scambio, monetizzando cosď la cultura . Ecco che si parla dei beni in vendita del demanio come “ricchezza” del “Valore Paese” in quanto occasione per utilizzare gli investimenti pubblici e privati. Bisognerebbe invece prima di tutto riflettere sul fatto che un bene puė rimanere tale senza necessariamente essere oggetto di trasformazione. Perché il valore da salvaguardare Ź che i beni culturali in genere non sono merce. E’ una riflessione gią lanciata nel 2007 su Repubblica da Carlo Ginzurburg e Salvatore Settis. Anche il concetto di “valorizzazione ambientale” o di “Paesaggio” dovrebbe essere approfondito. Di solito, invece, vengono affrontati come ulteriori vincoli “da soddisfare”. Come produrre carte per ottenere un parere positivo ed essere conforme alla legge, questo Ź il problema.

Il Paesaggio Ź uno stato d’animo, quindi Ź qualcosa che parte dall’esperienza di una intera comunitą.

L’anima delle nostre comunitą muore con la morte del paesaggio, cosa che sta avvenendo per esempio con la proliferazione incontrollata degli impianti fotovoltaici. Le operazioni di controllo successivo degli amministratori sembrano piĚ operazioni di speculazione politica e di controllo del potere che porsi il problema reale. Altrimenti avrebbero gią ascoltato alcuni allarmi posti anni fa.

Distruzione del territorio che avviene sempre con le migliori intenzioni. La strada dell’inferno Ź lastricata di buone intenzioni!

4500 nuove case nel quartiere Salinella. Le buone intenzioni sono: realizzazione di un grande parco, l’edilizia economica popolare. Il risultato tenendo presente il passato sarą: cemento su cemento. Constatazione pessimistica e non demagogica perché questo insegna l’esperienza recente: la riqualificazione del quartiere Tamburi, il parco archeologico Solito-Corvisea, la pista ciclabile, i progetti di ripiantumazione nei quartieri, ecc. , dimostrano, purtroppo, l’oggettivitą dell’affermazione.

Dobbiamo rassegnarsi ad una cittą con sempre meno abitanti, sempre piĚ auto e sempre piĚ case?

                                                                                 Pino Bongiovanni