COMUNICATO STAMPA

 

                                                                                            Agli organi di Informazione

ECCO perché HO DETTO DI NO AL PROGETTO DI LARGA MASSIMA PER LA COSTRUZIONE DI UN COMPLESSO EDILIZIO TURISTCO-ALBERGHIERO AI SENSI DELL’ART. 10 DEL REGOLAMENTO EDILIZIO

 

Oggetto: Progetto di larga massima per la costruzione di un complesso edilizio turistico-alberghiero in Lama

 

Sta passando in silenzio quasi inosservata la discussione e votazione tenutasi giorno 28 Aprile scorso in Consiglio Comunale riguardante il progetto di larga massima per la costruzione di un complesso turistico-alberghiero in Lama ove, ci tengo a sottolineare, sono stato l’unico tra i sedici presenti al momento della votazione ad esprimere voto contrario.

Si ribadisce un concetto che si sostiene da anni. Per il recupero urbanistico delle nostre periferie è necessario avere un’idea di rigenerazione urbana, quindi non occorre rincorrere singole proposte quasi sempre sganciate da una visione di insieme.

Nello specifico, nella delibera approvata vi è una proposta di massima per la costruzione di un complesso turistico-alberghiero in Lama battaglia, ai sensi dell’art. 10 del Regolamento Edilizio si stabilisce che vi devono essere particolari motivi derivanti dall’importanza dell’opera o dalla necessità di valutare preventivamente determinati fattori quali ad esempio il rapporto dell’ambiente ed inoltre, le relazioni intercorrenti con altri fattori edilizi. Proprio sui rapporti sull’ambiente il sottoscritto voleva ribadire ciò che sancisce l’art. 9 della Costituzione Italiana, ossia che la Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio artistico della Nazione. La Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome in modo sempre più rilevante ha stabilito l’obiettivo di valorizzare le aree agricole ai fini del contenimento del consumo di suolo per la tutela del paesaggio e dell’ambiente come bene comune.

La proposta chiede di realizzare, nei pressi di Lama, 80 unità immobiliari più un fabbricato per centro servizi per un totale di circa 22.000 metri cubi di nuove costruzioni. Il piano di lottizzazione è decennale e, per riattivarlo, occorre  ripresentare tutto dall’inizio e rifare la convenzione con tutti i proprietari che in parte hanno costruito nel decennio e completare le opere di urbanizzazione. Il tutto s’inserisce su una lottizzazione mai completata dagli anni 80, precisamente dal 1983, per il fallimento della società proponente,  realizzata solo nella parte residenziale senza il completamento delle opere di urbanizzazione da cedere al Comune.

Comprendo benissimo le ragioni del privato, di chi fa impresa, di chi vuole investire, ma serve da parte dell’amministrazione un’idea complessiva di rigenerazione urbana, come stabilito tra l’altro dal Consiglio Comunale con Delibera n. 45 del 29 Giugno del 2011 (Adozione Documento di Programmazione di Rigenerazione Urbana ai sensi della Legge Regionale n. 21 del 2008).

Purtroppo il fallimento dell’azione amministrativa lo si vede anche con il serio problema che da mesi, nella direzione urbanistica, non vi è un Dirigente a tempo pieno.

Occorre avviare una programmazione su una maglia d’intervento più larga che colga un obiettivo  pubblico molto sentito da quella zona e cioè la realizzazione di un’area attrezzata a mercato rionale chiuso da alcuni mesi perché si svolgeva su una strada di passaggio (Via Brigantini). Ribadisco che occorre procedere senza nuove espansioni, con interventi di recupero e rigenerazione, riuscendo a coniugare le legittime aspettative dei privati con il bene comune.

 

Taranto, 29 Aprile 2016

Il Consigliere Comunale

Francesco Venere