GLI ANGELI PIANGONO PER OGNI ALBERO CHE MUORE SULLA TERRA.  MA IN COSTARICA

L’Anno Internazionale delle Foreste è appena trascorso e già si può fare un bilancio…in negativo; dolorosamente stiamo constatando che si fanno solo “proclami”, solo cioè un gran parlare di tutela, ma che poi di fronte a forti interessi economici tutto sfuma, nel disinteresse dei più.
Le foreste del nostro pianeta occupano quasi 4 miliardi di ettari, pari a circa un terzo delle terre emerse, ma ogni anno per i ben noti motivi ( che non vorremmo mai smettere di ricordare, quali tagli indiscriminati, incendi, mancanza di vere e proprie politiche di riforestazione, ecc.) se ne perdono 15 milioni di ettari , una quantità enorme e insostenibile a tutto danno di coloro che verranno dopo di noi.
Eppure, boschi e foreste sono fondamentali per la regolazione del clima globale ( “effetto serra” docet.. ), per il regime delle pioggie ( abbiamo visto tutti cosa è accaduto in Liguria e in Toscana..), per la stabilità e la ricchezza del suolo ( anche questo è un punto “dolente” del nostro Belpaese.. ), oltre che per la quantità, qualità e distribuzione delle acque, ossigeno che respiriamo e aria pulita, per moltissime risorse e prodotti insostituibili, e in ultimo, ma non ultima cosa, per la preziosa biodiversità, insterilita la quale entreremmo tutti in un oscuro tunnel…
Abbiamo quindi fondamentali motivi per tutelare il manto verde della Terra, ma sembra che ancor oggi chi governa non abbia capito o non voglia capire l’importanza della cosa; e c’è già chi pensa che tale fondamentale esigenza debba partire “dal basso”, onde realizzare una vera e propria “rivoluzione culturale” che serva ad invertire tale pericolosa deriva.
Ed è proprio “dal basso” che viene a noi un luminoso esempio di come si può fare crescita civile e sociale usufruendo in modo ecosostenibile del proprio territorio : l’esempio del Costarica e del suo popolo intelligente; ce ne dà notizia, in un suo recente, efficace intervento, il professor Franco Tassi.
A sud del Paese, nella Cuenca del Rio La Balsa, gente semplice e laboriosa, supportata da un’amministrazione statale attenta non solo alle esigenze della collettività ma anche a quelle dell’ambiente, s’è resa conto che disboscando sregolatamente e coltivando troppo intensamente la parte alta delle montagne, non aveva più acqua sana e pulita, e fauna e biodiversità stavano scomparendo.
Tutti insieme allora, con l’aiuto dello stato e di alcuni istituti finanziari, ottenuti alcuni prestiti senza interessi e rifondibili con il lavoro stesso dei beneficiari, hanno acquistato quelle terre ricostruendo piccoli bacini idrici e piantando alberi e flora autoctona in quantità.
Così col fine ultimo ed un lavoro un pò simile a ciò che il Padre Eterno e Madre Natura hanno da sempre fatto per tutti noi viventi su questo pianeta, con rinnovate foreste e biodiversità che prodigiosamente ricostituiscono i loro preziosi ecoservizi, quella gente ha ottenuto cibo sano e acque pulite, con un grande vantaggio anche per ciò che concerne il microclima.
Altrove, purtroppo, e anche in continenti diversi, le cose stanno andando ben diversamente -  l’esempio del Perù che ha “bruciato” irresponsabilmente gran parte del suo verde mantello valga per tutti – e le grandi foreste sono sempre più sotto attacco!
Ma “ noi quando riscopriremo – scrive Franco Tassi – che il futuro sta non nel consumare, inquinare e distruggere, ma nel conservare e ricreare l’armonia e le risorse della Natura?”
Non vi sembra assurdo e inconcepibile che molti Paesi, anche quelli “emergenti”, stiano impegnando grandi energie ed ingenti risorse finanziarie per andare a “conquistare” Marte, quando lentamente ma inesorabilmente – e  non ho alcun timore di dirlo – a questo nostro Pianeta stiamo togliendo grandi brani di futuro?.
Non ci resta che adoperarci senza “se” e senza “ma”, affinchè la “cultura del Costarica”,  quel piccolo-grande movimento vernacolare che Tassi ci ha proposto, possa essere esportata e possa diventare vincente in tutto il mondo, un mondo certo dedicato a tutti noi ma che dobbiamo ancor oggi meritare appieno.
Perciò Chico Mendez diceva che gli Angeli piangono per ogni albero che muore sulla Terra, a tal punto che la pioggia battente par che sia umido dolore che sgorga copioso dai loro occhi affranti e disperati.
Ma pur sempre divini, che guardano al Vero, al Giusto, al Bello, lasciatemi aggiungere!

                                                                         Valentino Valentini

Utenti connessi